Dallo scorso 6 aprile 2014, qualunque datore di lavoro che impieghi personale dedicato allo svolgimento di attività professionali che comportino contatti diretti e regolari con minori dovrà obbligatoriamente richiedere al lavoratore il certificato penale del casellario giudiziale. Il provvedimento, contenuto nell’articolo 2 del Decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 39 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22 marzo 2014 titolato “Attuazione della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI”, recepisce una direttiva europea.

 

In particolare, sarà compito del datore di lavoro verificare che, sul lavoratore impiegato, non pendano condanne per i reati degli articoli del codice penale 600-bis (prostituzione minorile), 600-ter (pornografia minorile), 600-quater (detenzione di materiale pornografico – pornografia virtuale), 600-quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile) e 609-undecies (adescamento di minorenni), e che i soggetti non abbiano sul loro capo sanzioni che gli impediscano di esercitare attività che comportano contatti diretti e regolari con i minori.

 

Dalle note ministeriali recentemente pubblicate, si apprende che la richiesa del certificato sarà gratuita se effettuata da un datore di lavoro per una nuova assunzione e che, in un primo periodo, si potrà rispondere alla normativa mediante l’acquisizione di una dichiarazione del lavoratore sostitutiva di certificazione (vedi)

 

Rimandiamo al sito del Ministero della Giustizia per tutti i chiarimenti in merito

 

 

 

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